Dieta Mediterranea: tutto quello che devi sapere

Dieta Mediterranea? Tutto quello che devi sapere e che non ti dicono

Per capire cosa sia realmente la Dieta Mediterranea ho fatto un piccolo, semplice e esplicativo esperimento: ho chiesto alla mia community di Instagram di raccontarmi un aneddoto relativo alla vita dei loro nonni. Il risultato è stato fantastico! In questo articolo ti racconto brevemente cos’è successo.

Prima però una piccola premessa e una bella dose di polemica…

La Dieta Mediterranea è la migliore al mondo, riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCU, per via degli innumerevoli benefici sulla salute.

Nonostante l’Italia sia la culla della Dieta Mediterranea assistiamo ad una continua e atroce violenza, in larga scala proprio degli addetti ai lavori che svalutano la dieta mediterranea etichettandola con una mera ripartizione percentuale delle calorie: Carboidrati: 55–60%, Proteine: 10-15%, Grassi 25-30%.

L’errore deriva dall’ormai diffusa cultura dietetica che ha radici nella medicina interventistica occidentale. Quella per cui si curano i sintomi ma si ignorano le cause. Così la dieta migliore del mondo è stata ridotta ad un misero (e ridicolo) calcolo di macronutrienti.

In realtà basterebbe un minimo di cultura generica per sapere che la parola dieta deriva dal termine greco δίαιτα, dìaita, «stile di vita». La Dieta Mediterranea si basa infatti su molteplici principi e fattori relativi proprio allo stile di vita, che spesso vengono gravemente ignorati e trascurati.

Quali sono i fattori alla base della dieta mediterranea?

Attività fisica, riposo, convivialità e socialità, biodiversità, stagionalità, materie prime di qualità, tradizioni alimentari, bevande fermentate, digiuno e rapporto con la natura.

“Alla base” significa che questi fattori sono molto più importanti della ripartizione in macronutrienti. Sebbene la dieta rispetti una ripartizione dei macro secondo le linee guida (55%-15%-25%) se mancano i fattori “alla base” non è dieta mediterranea.

Non si può costruire una dieta mediterranea con alimenti confezionati, processati, con olio di origine extra-europea, con lo yogurt magro alla frutta o con le gallette. Non esiste dieta mediterranea e se non ci sono buoni rapporti sociali, se non c’è la giusta attività fisica e il giusto riposo.

Basterebbe un minimo di buon senso per capire che i nostri nonni non rispettavano scrupolosamente la ripartizione in macronutrienti ma mangiavano in base a quello che offriva la natura. La loro alimentazione non poteva essere così rigida e preimpostata da rispettare giornalmente il 55%-15%-25%, ma variava, e anche di tanto, in base alla stagione, all’annata e ai fattori ambientali che influenzavano l’esito del raccolto.

La ripartizione in macronutrienti è uno dei fattori che “mediamente” compone la dieta mediterranea, e non è sicuramente tra i più importanti.

Quali sono stati i risultati della ricerca?

Biodiversità e prodotti naturali.

Ieri: gli alimenti che i nostri nonni consumavano quotidianamente venivano prevalentemente autoprodotti dalla terra che coltivavano. I pochi alimenti acquistati erano prodotti da agricoltori delle vicinanze, oppure dal mulino (farina), dal frantoio (olio), dal macellaio (carne) o dal pescatore (pesce). La dieta era composta da alimenti poveri, la frutta secca era una leccornia, le uova (quelle prodotte dalle galline) erano un alimento giornaliero. Il vino era immancabile sulle tavole, così come i legumi e il pane e la polenta.

Oggi: Mangiamo prevalentemente alimenti industriali processati. Farine raffinate, olio prodotto di origine extra-europea, alimenti imbustati, precotti, “light”….Viviamo in un grosso inganno alimentare. Il mio metodo alimentare si basa proprio su questo principio per cui, per evitare di annoiare non approfondirò l’argomento in questa sede.

Attività fisica

Ieri: La vita era incentrata sull’attività fisica: lavorare i campi, allevare il bestiame, trasportare i prodotti. Tutte le operazioni quotidiane richiedevano l’utilizzo del corpo, anche lavare i panni al fiume o al lavatoio, così come prendere l’acqua e trasportarla dal pozzo. Non esistevano mezzi di trasporta, si andava a piedi o in bicicletta. I trasporti più grossi avvenivano con un carro e l’ausilio dell’asino. Si spendeva continuamente energia per ogni attività giornaliera.

Oggi: andiamo in palestra in macchina per camminare mezz’ora su un tapirulan mentre guardiamo un video su uno schermo. Stiamo seduti in ufficio o sul divano guardando la televisione o il telefono. Camminiamo pochissimo e la maggior parte non fa neanche un minimo di sport. Il nostro orizzonte visivo è limitato ad un muro distante qualche metro da noi. Si spende molta poca energia e abbiamo già tutto a disposizione.

Contatto con la natura ed esposizione agli agenti atmosferici

Ieri: Il corpo era esposto agli agenti atmosferici, nel bene e nel male. Ci si esponeva al sole, fonte di Vitamina D, hai idea di quanto sia fondamentale per un metabolismo sano? Il freddo rafforzava corpo e mente, hai idea di quanta energia consumiamo per mantenere costante la temperatura corporea? Le giornate erano scandite dai ritmi circadiani, l’insonnia era una parola sconosciuta. L’aria era buona. C’era più resistenza al dolore ed alla fatica. La sera il fuoco e i rapporti umani creavano calore.

Oggi: l’unica luce che vediamo è quella artificiale dei neon (e infatti siamo tutti carenti di Vit.D). Il freddo non esiste più (così come il grasso bruno utile alla termoregolazione). I ritmi circadiani sono alterati il che causa l’alterazione del ciclo di alcuni ormoni, tra tutti cortisolo e melatonina. Respiriamo veleno e ci lamentiamo in continuazione. Siamo malaticci.

Convivialità e riposo

Ieri: la convivialità era importantissima, così come il senso di appartenenza alla famiglia, alla comunità. I momenti di aggregazione erano molti e utilissimi per il confronto e per il riposo. Si condividevamo momenti di allegria e gli hobby. C’erano i mulini, i frantoi, i lavatoi le piazze che erano il centro di scambio culturale.

Oggi: Ci riuniamo virtualmente, osserviamo e imitiamo modelli irrealistici. Il confronto con modelli virtuali ci sconforta e ci fa sentire inadeguati. Al posto dei mulini e dei frantoi ci sono i centri commerciali. La depressione e i disturbi del comportamento alimentare sono sempre più diffusi.

Esiste ancora la dieta mediterranea?

Il progresso ci ha fornito tanti confort, ci permette di vivere in un mondo n cui abbiamo tutto alla portata di mano. Abbiamo l’accesso alle cure, le migliori tecnologie, l’accesso alle informazioni e tantissimi aspetti positivi che non dobbiamo demonizzare.

Purtroppo però mentre da una parte ci fornisce dei benefici dall’altra ci sta sempre più allontanando dalle nostre radici e tradizioni. Siamo più ricchi economicamente ma molto più poveri e fragili fisicamente. Siamo perennemente sotto stress, ci stanchiamo mentalmente mentre il nostro corpo poltrisce sul divano o davanti allo smartphone. Non sappiamo più rilassarci perché siamo costantemente bombardati da informazioni che il nostro sistema nervoso non riesce a gestire nel modo corretto. Non conosciamo la fatica fisica il che comporta che non sappiamo gestire il recupero psico-fisico. Non a caso psicofarmaci e gastroprotettori sono tra le medicine più diffuse di oggi.

Alla luce di questo è evidente che i fondamenti della Dieta Mediterranea non esistono più nella società attuale e che bisognerebbe imparare a gestire le basi (convivialità, riposo, alimenti sani, stagionalità, attività fisica…) per ripristinare uno stile di vita efficace prima di pensare a quale sia la dieta più efficace. È altresì evidente che etichettare la Dieta Mediterranea con una ripartizione dei macronutrienti è un’atrocità che non possiamo accettare.

Spero che questo post serva a tutti per essere un minimo più umili, nel rispetto dei nostri nonni. A loro invece va un immenso GRAZIE!

Non buttiamo definitivamente il tesoro più grande che abbiamo

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